Trauma Center Trauma Sensitive Yoga

Il Trauma Sensitive Yoga (TCTSY) è una forma particolare di yoga che è stata sviluppata a partire dal 2003 presso il Trauma Center di Brookline, Boston, (centro rinomato a livello internazionale per la cura e la ricerca sul trauma) ed è ora grazie ai numerosi studi scientifici, diventato un intervento evidence-based riconosciuto per il Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso (c-PTSD). Questa diagnosi utilizzata in psicotraumatologia indica una condizione caratterizzata da una storia di vita traumatica e da una serie di sintomi nel presente di varia natura (ad esempio difficoltà nelle relazioni e a regolare le emozioni, sintomi somatici e alimentari ecc.).

I facilitatori TCTSY (TCTSY-F) sono terapeuti ed insegnanti di yoga formati e supervisionati per l’etica e la qualità della loro pratica direttamente dal Trauma Center di Boston.

Nel TCTSY vengono esplorate forme e movimenti fisici come un’opportunità per praticare la percezione delle sensazioni. Il focus non è dunque sul raggiungimento della postura, ma sull’ascolto dei segnali del corpo e sulla possibilità di fare delle scelte per sé e il proprio corpo. Ciò che si percepisce è un’esperienza del tutto soggettiva e per questo motivo non esiste un modo giusto o sbagliato di “fare” una posizione yoga. Non è dunque necessaria nessuna esperienza nello yoga, né particolare flessibilità.

Non è necessario un tipo particolare di abbigliamento, né portarsi il tappetino di yoga, ma se si vuole portare il proprio va benissimo!.

Il TCTSY si basa su 5 pilastri:
– “invitational language”, ogni singola postura viene offerta con un invito e mai con un ordine
– “choice”, ogni posizione viene esplorata e l’attenzione viene posta sulla libertà di scelta su intensità, tipo di movimento, su quale punto portare l’attenzione e anche di non fare niente.
– “shared autentic experience”, chi conduce la pratica la condivide con i partecipanti, e le sue scelte sono reali, così come le esperienze di percezione del corpo che vengono condivise, rendendo la pratica un’esperienza relazionale.
– “present moment”, il focus è sulla percezione del momento, che rende la pratica un esercizio di mindfulness, l’opportunità di stare nel presente senza farsi trascinare da pensieri sul passato o preoccupazioni sul futuro
– “interoception”, durante la pratica verrà portata l’attenzione alle diverse parti del corpo e al loro funzionamento, stimolando l’ascolto, l’accettazione e la riconnessone con il proprio corpo.